Relazione sulle attività

Uno sguardo sopra gli umori della società di oggi ci porta verso un pessimismo dilagante, una tentazione alla rinuncia, un disimpegno crescente, un chiudersi in se stessi isolandoci dagli altri e dal mondo circostante.

Questi atteggiamenti sono spesso giustificati dalle condizioni che questa crisi ci ha portato a vivere, dalla conoscenza del degrado di una larga parte della classe dirigente, dalla carenza di prospettive concrete, dalla mancanza di lavoro e non solo per le nuove generazioni.

Situazioni di questo genere ed anche molto peggiori hanno attraversato tutta la storia dell’umanità e da queste situazioni l’umanità ne è sempre uscita grazie all’apporto di persone illuminate da una fede profonda e dalla coscienza che le risorse umane risultano sempre al disopra di ogni aspettativa.

Il Laboratorio di Nazareth non possiede certo la “bacchetta magica” per risolvere problemi contingenti, ma ricerca e vuole condividere, con tutte le persone interessate, la “bussola” per orientare le soluzioni, per promuovere bene comune e per offrire alle persone di buona volontà quel dono che è genesi di creatività e sviluppo: il dono della Speranza.

Per dare concreta attuazione a questa ambiziosa ma necessaria aspirazione il Laboratorio di Nazareth svolge il suo operato cercando di fondere, sensibilizzazione aggregativa, diffusione e comunicazione capillare alle diverse realtà economico-produttive della Provincia, utilizzando le opportunità strumentali della tecnologia e realizzazione di una banca dati delle professionalità e degli enti con cui cooperare per rendere praticabile un iniziale incontro tra a domanda e offerta delle esigenze di formazione – lavoro, anche ricercando il coinvolgimento dell’intera comunità, al fine di rendere fruibile a tutti, il prezioso patrimonio umano disponibile.

La cura e la diffusione della conoscenza é una delle iniziali attenzioni del Laboratorio di Nazareth, attraverso la promozione di appositi corsi formativo–addestrativi.

All’opera di diffusione sul territorio locale, verrà affiancata un’azione di sensibilizzazione presso quelle Istituzioni ed Enti che hanno a cuore la valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, sollecitando un coinvolgimento negli aspetti economico-attuativi. Saranno seguiti con particolare attenzione progetti e bandi che possano supportare una positiva evoluzione delle finalità proposteci, anche utilizzando tutti gli strumenti di informazione -comunicazione disponibili, valorizzando appositi gruppi di lavoro.

Ogni iniziativa qualificante sarà premurosamente illustrata, attraverso specifici dibattiti e conferenze, a tutta la cittadinanza.

Desideriamo valorizzare l’”ignorato” patrimonio umano disponibile nella Comunità, per edificare su solide basi una comune e diffusa consapevolezza che, anche così, il presente ed il futuro delle generazioni potrà coniugarsi con lo sviluppo di coscienze e conoscenze.

 

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“Amico Lavoro” a Pavia

Amico Lavoro” è attivo in Pavia dal 12 febbraio 2014. In sette mesi di attività effettiva siamo entrati in contatto con quasi 900 persone: di queste 560 hanno accettato di svolgere un colloquio individuale per la stesura di un curriculum vitæ secondo lo schema da noi proposto. Il dato non è così scontato se ammettiamo che molti dispongono già di uno o più cv da distribuire alle imprese cui si rivolgono in cerca di un posto di lavoro.

L’iniziativa ha avuto un’eco importante anche dal punto di vista mediatico e garantisce un ritorno di immagine e di credibilità da non sottovalutare. Il consistente numero di deleghe sindacali raccolte testimonia che un’iniziativa di questo tipo può rendere molto in termini “reputazionali”, ma abbia anche potenziali ricadute ben più “concrete”.

Il progetto Amico Lavoro prevede un’offerta di servizi piuttosto ampia che abbraccia, tra le altre cose: la costruzione di un bilancio di competenze, la redazione di lettere di presentazione personalizzate, la preparazione ai colloqui di lavoro, lo svolgimento di attività di formazione in aula, informazioni circa le tutele legislative, previdenziali ed assicurative, il coinvolgimento di interlocutori esterni per la creazione di un network che favorisca il reinserimento occupazionale.

Fornire questi servizi richiede una formazione ampia, approfondita e continua. Essa viene impartita dalla Filca-Cisl attraverso un percorso articolato su cinque tappe. Da gennaio 2014 ad oggi, però, abbiamo completato solo due di questi appuntamenti; un terzo era previsto per settembre, ma poi è sfumato. Per ovviare ad una carenza oggettiva stiamo tentando un percorso di “autoformazione” recuperando documenti e pubblicazioni su temi come risorse umane, normative di riferimento, percorsi di reinserimento occupazionale, autopromozione, scouting, matching, autoimprenditorialità, ecc. È superfluo osservare che impegno e buona volontà non possono surrogare un percorso di formazione professionale.

Va altresì considerato che gli operatori di Pavia sono coinvolti in un progetto di borse lavoro che si esaurirà a fine novembre (anche se è verosimile prosegua pure l’anno venturo): da gennaio - quando gli operatori sono stati selezionati per il progetto - a fine novembre quindi, le competenze sviluppate sono state frutto dell’esperienza sul campo (una sorta di learning by doing involontario) piuttosto che di formazione e studio.

Questa condizione alla lunga può avere effetti deleteri su un’iniziativa che offre, se non una risposta, almeno un contributo per affrontare l’emergenza occupazionale attuale e, più in generale, le spinte centrifughe che minano la coesione della nostra comunità civile.

Accrescere e sviluppare preparazione e competenze degli operatori è la strada maestra per contribuire al successo di Amico Lavoro Pavia, un’esperienza frutto della felice collaborazione tra Filca-Cisl e Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Pavia.